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sabato 28 aprile 2012

Conferenza: Voci dalle banlieues. La letteratura dei figli degli immigrati magrebini in Francia

Ieri, 27 Aprile, si è tenuta l'ultima conferenza del ciclo dedicato all'Africa Mediterranea, nell'ambito dell'iniziativa "Quale Africa conosciamo?", realizzata dal Gruppo di Studio Interculture, associato alla Mediateca dell'Università di Modena e Reggio. Relatrice la prof. Maria Beatrice Spallanzani.

L'incontro ha avuto come tema la letteratura dei figli degli immigrati magrebini in Francia, giovani che, con parola del gergo metropolitano sono talvolta chiamati beur e che vivono nelle periferie delle grandi città, le banlieues, quartieri spesso molto degradati, dove la disoccupazione e la povertà raggiungono livelli molto più alti che nel resto della Francia. Soprattutto tra i giovani la mancanza di prospettive e di lavoro creano situazioni esplosive, che talvolta purtroppo danno luogo a violente rivolte, come quelle del 2005.

Dopo aver chiarito come e quando sono nate le banlieues, la relatrice  ha preso in esame...

giovedì 16 febbraio 2012

Saphia Azzeddine, Mio padre fa la donna delle pulizie

Mio padre fa la donna delle pulizieNel 2011 la casa editrice Perrone ha pubblicato Mio padre fa la donna delle pulizie (uscito in Francia nel 2009), di Saphia Azzeddine. L'autrice, nata in Marocco e emigrata in Francia all'età di nove anni, si era già fatta conoscere nel 2008 con Confidences à Allah, romanzo non ancora tradotto in Italia, che ottenne un immediato successo.

Pur essendo di origini magrebine, Saphia Azzeddine non rientra nel cliché tipico del giovane scrittore di banlieue, che racconta con rabbia la propria miserabile vita all'ombra dei mostruosi palazzoni di cemento che oscurano il cielo delle cités, le vaste e desolate aree urbane sparse intorno alle grandi città francesi. Al contrario, Saphia non ha mai vissuto nelle banlieues e non ha mai conosciuto la miseria e l'emarginazione di tanti giovani figli di immigrati.

In Mio padre fa la donna delle pulizie però, la scrittrice sceglie come protagonista proprio un banlieusard, un adolescente che vive in uno squallido casermone, dove l'ascensore è sempre guasto e le scale puzzano di immondizia. Polo, questo il nome del ragazzo, è però un bianco, come dice lui stesso, non un arabo, ma il suo orizzonte e le sue prospettive sono le stesse di tanti giovani figli di immigrati.