L'autore, uno dei tanti sans-papier arrivati in Francia con la speranza di una vita migliore, racconta le sue vicissitudini, il passaggio da un lavoro sottopagato a un altro, gli inganni subiti dagli stessi connazionali marocchini, la diffidenza e gli invincibili pregiudizi dei francesi, la minaccia costante di essere rimpatriati da un momento all'altro ... in una parola tutte le esperienze comuni ai clandestini di tutti i paesi del mondo.
Sono due gli aspetti che distinguono questo libro dai numerosi altri pubblicati in Francia negli ultimi anni da parte di autori di origine magrebina. Da un lato il linguaggio: il racconto infatti si snoda in brevi capitoli scritti in un francese lieve e limpido, senza le difficolta' e le durezze del verlan, il gergo delle banlieus, usato da tanti giovani figli di immigrati per raccontarci la loro rabbia, l'emarginazione, i soprusi.