Per tutto il 2011 si è proposto il conferimento del Nobel per la pace alle donne africane e così è stato, anche se la generica assegnazione si è concretizzata in tre donne con dei connotati ben precisi: due africane e una yemenita, quindi del Medio Oriente.
241 erano i candidati, tra di loro anche Emergency o blogger attiviste come la cubana Yoani Sanchez.
Le tre donne prescelte sono state premiate “per le loro battaglie non violente per la sicurezza delle donne, per il loro diritto a partecipare alla costruzione della pace… per aver dimostrato di voler agire in un contesto di belligeranza e di sopraffazione e non solo di essere vittime in un mondo in cui troppo spesso tattiche come lo stupro son tattiche di guerra”.
Il premio per la pace, per volontà di Nobel, è stato assegnato quasi tutti gli anni a partire dal 1901, ma, non a caso, a pochissime donne: voglio ricordare Aung San Suu Kyi (Birmania 1991 ), Rigoberta Menchu (Guatemala 1992 ), Shirin Ebadi ( Iran 2003 ).
E', quindi, importantissima in questo 2011 l’attribuzione contemporanea a tre donne, che hanno ritirato il premio, contraddistinguendosi e identificandosi nei loro coloratissimi abiti, così diversi dai nostri omologati abiti occidentali.