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giovedì 3 novembre 2011

Tahar Ben Jelloun: "Una Primavera non fa la democrazia". L''ESPRESSO n° 44, 3 novembre 2011

La Democrazia è una cultura, non un gadget. A convivere sulla base del rispetto reciproco si impara, e ciò richiede tempo: non si diventa democratici dall'oggi al domani. Anche se si è lottato per vivere in un sistema improntato alla libertà e alla democrazia, come è il caso dei paesi arabi, nei quali sta soffiando il vento della democrazia, non per questo si accede a uno stato di diritto con un semplice tocco di bacchetta magica. Quando un popolo riesce con la lotta a liberarsi e ad emanciparsi, dopo essere stato assoggettato per decenni ad un regime assolutistico e ingiusto, prima che possa dar vita ad un sistema politico in grado di promuovere la libertà e la responsabilità dell'individuo, è necessario che attenda per un periodo- detto di transizione- nel quale deve continuare a battersi.

Per questo motivo è fondamentale capire che nulla è acquisito una volta per tutte e che alcune forze nostalgiche di un recente passato e favorevoli alla regressione faranno di tutto per impedire una vera liberazione del paese. Di fatto, grazie alla ritrovata libertà, clan e gruppi diversi si affronteranno per imporre la propria visione del mondo. Questo è quanto sta accadendo in Egitto dalla fuga di Mubarak e in Tunisia da quella di Ben Ali. Il campo è libero, c'è spazio affinchè opinioni diverse si contrappongano sul terreno, in piazza, nelle famiglie e anche all'interno delle varie correnti.

martedì 25 ottobre 2011

Incontro con Lucio Caracciolo. "Eclats d'Afrique", Reggio Emilia, Spazio Gerra, 28 ottobre 2011

Ultima settimana di apertura della mostra “Eclats d’Afrique”, allo Spazio Gerra. L’esposizione racconta e documenta la Primavera Araba, riverberata tra Egitto, Libia e Tunisia negli ultimi mesi, e vede protagonisti i collettivi Cesura Lab e Artocracy, oltre che il lavoro di punta “Fighters” del giovane fotoreporter somalo Mohamed Dahir, vincitore di diversi premi internazionali per l'opera realizzata a Mogadiscio. Il titolo del progetto “Eclats d’Afrique” prende in prestito il termine francese per indicare le schegge generate da esplosioni di bombe, ma anche le azioni clamorose che destano scalpore e che fanno notizia per il loro impatto sulla società. Ma “éclat” è anche lo splendore, la luce...

sabato 22 ottobre 2011

Le donne tunisine tra rivoluzione e elezioni

Un interessante articolo di Chiara Sebastiani 18/10/2011
dal sito "In genere, donne e uomini per la società che cambia" www.ingenere.it

Chiara Sebastiani, docente di Governo Locale e Politiche delle Città presso l’Università di Bologna, psicoanalista di formazione junghiana, svolge ricerche in Europa e in Africa sullo spazio pubblico, la sfera pubblica politica e i rapporti di genere

Il voto del 23 ottobre per l’Assemblea costituente in Tunisia è una tappa storica piena d’incognite. Se la rivoluzione tunisina del 14 gennaio 2011 è la madre della Primavera Araba, queste elezioni ne sono la prima prova istituzionale. E la sensazione generale è che la direzione che prenderanno i rapporti di genere e quella che prenderà la transizione democratica siano strettamente intrecciate.

In Tunisia il protagonismo femminile ha una lunga storia puntellata da una galleria di donne colte, influenti, autonome e cosmopolite (1). Dopo l’indipendenza del paese, nel 1956, il “Codice dello Statuto personale” ha dato loro, nei rapporti familiari, una condizione...

martedì 18 ottobre 2011

Tahar Ben Jelloun, La rivoluzione dei gelsomini. Il risveglio della dignità araba

La Rivoluzione dei gelsominiLa rivoluzione dei gelsomini, edito da Bompiani nel mese di marzo del 2011, un libro di piccolo formato e di sole 140 pagine, per essere informati su ciò che sta accadendo da fine 2010 ai primi mesi del 2011, soprattutto nel mondo arabo che si affaccia sul Mediterraneo.

Fondamentale il sottotitolo: “il risveglio della dignità araba”, grazie alla primavera araba, scoppiata in pieno inverno.
“Il centro del mondo si è spostato nel Nord Africa” afferma Tahar Ben Jelloun, che con questa ultima opera ci permette di conoscere attraverso una scrittura chiara e semplice che cosa è accaduto in Tunisia, Algeria, Yemen, Marocco, Libia. Otto capitoli, per essere informati sui fatti che hanno visto moltissimi uomini e donne scendere in piazza, per chiedere democrazia e libertà. Una seconda parte, invece, contiene riflessioni scritte in precedenza tra il 2003 e il 2010 sugli stessi temi.

Per Ben Jelloun è importante, per superare i pregiudizi sul mondo arabo, approfondirne la conoscenza e soprattutto non confondere il fondamentalismo con la religione islamica.

mercoledì 12 ottobre 2011

Festivaletteratura 2011. Primavera araba (parte seconda).


Alle 22.30 di giovedì 9 settembre 2011 nello spazio di Blurandevu i giovani volontari incontrano un blogger egiziano. Doveva essere Ramy Raoof secondo il programma, ma è stato sostituito da Wael Abbas, comunque un blogger protagonista del movimento di piazza Tahir. Ha 36 anni, è laureato in letteratura inglese, ha fatto studi di informatica e gestisce dal 2004 un blog.
È uno dei protagonisti della Rivoluzione egiziana, cha ha trovato in internet uno dei suoi principali strumenti di lotta e di mobilitazione. Il suo blog è stato uno dei principali canali...

martedì 11 ottobre 2011

Festivaletteratura 2011. Primavera araba (parte prima)


Il tema che più ho rincorso nel Festivaletteratura Mantova 2011 è stato senz’altro la Primavera Araba, a partire dal’evento “Lezioni dal secondo risveglio arabo”, condotto dalla giornalista Paola Caridi, che da molti anni vive e lavora in Egitto.

Gli intervistati erano Gad Lerner e Tahar Lamri, un intellettuale algerino che è vissuto in Libia e che ora vive in Italia da molti anni. Importante il suo doppio sguardo su Italia e Maghreb.

Nella consapevolezza che questo movimento rimarrà nei libri di storia per i mutamenti che promette di generare, Paola Caridi attraverso i due intervistati vuole fare luce sul lessico di queste rivoluzioni, per capire quello che sta succedendo e quello che succederà sull’altra riva del Mediterraneo, anche oltre il Medio Oriente e il Nord Africa.