
Negli anni sessanta, prima del Sessantotto, anche a Reggio Emilia, una donna che indossasse i pantaloni destava curiosità e ispirava giudizi malevoli, ma certamente non veniva frustata per il suo abbigliamento insolito.
Oggi tutte le donne, giovani e vecchie, nella massima indifferenza, indossano pratici pantaloni.

In Sudan, invece, soprattutto oggi, questo capo di abbigliamento può procurare alla donna una punizione di quaranta frustate. E' quanto ci racconta
Lubna Ahmad al Hussein nel libro intitolato appunto
Quaranta frustate, pubblicato in Italia da Piemme nel gennaio del 2012. L’autrice, nata dove il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro si congiungono, è una giornalista della testata sudanese indipendente
Al-Sahafa, collaboratrice alla Missione delle Nazioni Unite in Sudan (
UNMIS) e considerata da Amnrsty International un’importante attivista dei diritti umani.
Lubna ha raccontato la sua “ribellione alla legge degli uomini” in questo best-seller internazionale che ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo.