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domenica 20 maggio 2012

Ala al Aswani, Chicago

Ordina questo libro su IBSPer arricchire il discorso su Ala A Aswani ho pensato di trasferire da un altro blog un mio post su il secondo romanzo dello scrittore egiziano: Chicago.

Ala Al –Alswani ha scritto questo secondo romanzo dopo il grande successo di Palazzo Yacoubian, avendo  fatto esperienza diretta di Chicago e della sua università negli anni ottanta, quando lui stesso  ha vissuto per due anni in questa città, per completare gli studi di odontoiatria. Dopo aver scoperto che negli Usa della cultura egiziana erano note solo le Piramidi e si pensava gli egiziani andassero sul cammello, è nato il desiderio di mettere in scena a Chicago questa piccola comunità egiziana con tutte le sue ambiguità e pregiudizi, soprattutto visto che il tempo della storia è posteriore all’11 settembre, in tempi cioè in cui arabo è diventato sinonimo di terrorista.
  Mi è già capitato in questo blog di parlare di Palazzo Yacoubian e di provare interesse per questo scrittore, di cui ammiro soprattutto il coraggio di scrivere romanzi che si possono considerare politici, perché attraverso la varietà e le storie quotidiane dei personaggi, ci dà un serio ritratto della società egiziana.
In Chicago  siamo negli Usa, ma si parla con coraggio e senza ipocrisia dell’Egitto. Ho trovato interessante scoprire che questo romanzo , come i feuilleton ottocenteschi, è stato pubblicato prima in Egitto a puntate sul principale giornale dell’opposizione Al-Dustour. Del resto è noto che Al Aswani per 15 anni si è esposto, per aver scritto articoli contro Mubarack, che è al potere dal 1981.Come sappiamo è membro del movimento di opposizione Kifaya, che vuol dire “Basta!” 

giovedì 17 maggio 2012

L'Egitto di Ala al-Aswani e Khaled al-Khamissi

Ieri ha avuto luogo il penultimo incontro che il circolo culturale Il Crostolo-Università dell'Età Libera sta dedicando all'Africa Mediterranea. 

Relatrici le professoresse Caterina Fiore e Alberta Pungetti, del nostro Gruppo di Studio Interculture, che hanno riproposto le conversazioni già recentemente tenute al Centro d'Incontro Reggio Est e accolte con grande favore. Per i contenuti delle due relazioni rimandiamo a precedenti post pubblicati sul nostro ciclo "Quale Africa conosciamo?", conclusosi recentemente.

Il pubblico ha seguito con molto interesse e curiosità le due conversazioni, anche se la densità delle stesse non ha lasciato tempo per domande e osservazioni, che potranno però essere proposte la settimana prossima, in occasione dell'ultimo incontro del ciclo, riguardante l'autore algerino Yasmina Khadra, presentato da Maria Beatrice Spallanzani, membro del Gruppo di Studio Interculture.

Siamo molto contenti di avere partecipato a questa iniziativa culturale del circolo Il Crostolo, che apre gli orizzonti alla conoscenza di mondi, tradizioni, culture diverse, lontane per molti aspetti, ma sorprendentemente vicine per altri.

sabato 21 aprile 2012

Conferenza: Piccole storie private per un Egitto senza stereotipi. Ala al Aswani, Palazzo Yacoubian


Ieri, presso il Centro d'Incontro Reggio Est di via Turri 49 a Reggio Emilia, si è tenuto il quinto incontro del ciclo "Quale Africa conosciamo?", dedicato all'Africa mediterranea. Relatrice la prof. Caterina Fiore.

La conferenza è stata aperta da un'ampia introduzione dedicata alla città del Cairo, la più popolosa metropoli africana, una città in cui, come illustrato dalle immagini scelte dalla relatrice, si stratificano millenni di storia e di cultura straordinarie. Il discorso si è poi sviluppato attraverso l'analisi del libro Palazzo Yacoubian, il romanzo più famoso di Ala al Aswani, giornalista, saggista, attivista politico, fondatore del movimento Kifaya (trad.: Basta!), che lotta per i diritti civili e contro la dittatura.

Il libro è la storia di un palazzo, realmente esistente al Cairo, e dei suoi abitanti, il cui livello di ricchezza scema, mano a mano che si sale nei piani, dal piano nobile, destinato ai benestanti,  fino agli abbaini, dove abitano i più poveri. Il palazzo diventa così la metafora del...

domenica 15 aprile 2012

Conferenza: Le strade del Cairo si raccontano. Khaled al Khamissi, Taxi

Venerdì 13 Aprile presso si è tenuto il quarto incontro del ciclo Quale Africa conosciamo? dedicato all'Africa mediterranea.

La prof. Alberta Pungetti ha presentato e commentato Taxi di Khaled al Khamissi, un libro che sta a metà tra narrazione e inchiesta giornalistica e che ci fa conoscere la realtà del Cairo attraverso l'abitacolo di alcuni delle decine di migliaia di taxi che tutti i giorni percorrono le strade di questa megalopoli.

In cinquantotto brevi racconti, frutto delle conversazioni degli autisti con lo scrittore durante le corse in giro per la città, al Khamissi ci presenta un quadro talvolta ironico, talvolta più drammatico, della vita in Egitto, con i suoi problemi, la povertà, la corruzione, le speranze. La conversazione prende il...

sabato 28 gennaio 2012

Daniel Fishman, Il chilometro d'oro

Il chilometro d'oro. Il mondo perduto degli italiani d'EgittoOggi sono molti gli egiziani che vengono in Italia in cerca di lavoro. Mi è capitato di incontrarli numerosi nel 2010, quando ho insegnato agli emigranti in una scuola di Reggio Emilia i primi rudimenti della lingua italiana. Mi risulta, invece, che dopo la “primavera araba” molti siano ritornati a casa.
Ci sono stati tempi diversi in cui noi italiani siamo andati numerosi in Egitto ed abbiamo costituito una comunità importante per il progresso e la modernizzazione del paese dei faraoni.

Se volete saperne di più vi invito a leggere Il chilometro d’oro, il romanzo pubblicato in Italia nel 2006 da Daniel Fishman, uno storico inglese, che svolge attività saggistica e divulgativa sul tema della multiculturalità: è’ un romanzo di non grande valore letterario, ma utile per conoscere una parte della nostra storia di italiani al di fuori dell’Italia.

Interessante la prefazione di Magdi Allam, che, nato in Egitto, ha poi tagliato il cordone ombelicale con la sua terra e scelto l’Italia come patria di adozione. Ancora si emoziona nel sentire la voce di Um Kaltum, o nel vedere il volto di Omar Sharif, o un film del regista copto Yusef Chanine. Ricorda l’Egitto anni quaranta, in cui risiedevano circa 70000 italiani, che non erano immigrati temporanei, ma una comunità che si considerava parte integrante della realtà egiziana. Ricorda la cantante Dalida, italiana nata in Egitto come Ungaretti o Marinetti.

domenica 15 gennaio 2012

Ala al-Aswani, La rivoluzione egiziana (seconda parte)

In un articolo del 2008  Ala al-Aswani si pone la domanda: perché gli egiziani molestano le donne?
La risposta classica è che le donne, nonostante siano le vittime, sono colpevoli, perché indossano abiti attillati o succinti che eccitano. Eppure studi dimostrano che il 75% delle donne molestate indossano lo hijab o ache lo isdal, cioè il velo che copre tutto il corpo. Le molestie sessuali 30 anni fa non esistevano. Oggi c’ è più repressione sessuale, i matrimoni sono sempre più dilazionati, le relazioni extraconiugali sono vietate, la diffusione di video pornografici più che eccitare normalizza l’idea di violenza e infine sono aumentate la povertà e la disoccupazione. "Abbiamo sostituito la nostra visione civile delle donne con una visione regressiva nascosta sotto un mantello religioso”.

Dopo la rivoluzione del 1919 contro l’occupazione britannica, Hoda Shharawi, pioniera del femminismo egiziano, durante una cerimonia pubblica si tolse dal viso quella specie di burka alla maniera turca,  come segno che la liberazione dell’Egitto era...

sabato 14 gennaio 2012

Ala al-Aswani, La rivoluzione egiziana (prima parte)

Ho già scritto molte volte in questo blog di Ala al-Aswani e della sua presenza al Festival letteratura di Mantova nel settembre del 2011, dove era venuto a presentare il suo ultimo libro La rivoluzione egiziana. Avendo terminato la lettura di questo saggio e avendolo trovato molto interessante, per approfondire gli eventi del 2011 della cd. Primavera araba,per quanto riguarda l’Egitto, ritengo opportuno riferire i passaggi più importanti di questo testo, pubblicato da Feltrinelli.
Dopo un’introduzione di Paola Caridi, il libro si articola in quattro parti e raccoglie interventi di Al-Aswani scritti in tempi diversi, dal 2005 al 2011. La prima parte è dedicata proprio alla Rivoluzione, la thawra tanto attesa e scoppiata il 25 gennaio 2011, le due successive delineano le motivazioni per cui quella rivoluzione doveva necessariamente accadere, l’ultima parte si focalizza sul dopo-Mubarak e sul rifiuto della successione del figlio Gamal.

sabato 19 novembre 2011

Paola Caridi, Arabi invisibili

Arabi invisibiliHo incontrato più volte Paola Caridi alla Fiera del libro di Torino e a Mantova a Festivaletteratura 2011, come del resto ho già scritto in questo blog. Mi ha sempre coinvolto per la conduzione equilibrata e sicura dei suoi dibattiti e proprio questo mi ha spinto alla lettura di un suo saggio Arabi invisibili che ha un sottotitolo di per sé molto eloquente: Catalogo ragionato degli arabi che non conosciamo. Quelli che non fanno i terroristi.
Paola Caridi può fare certe affermazioni, anche perché da sei anni vive in pianta stabile in Medio Oriente ed ha avuto la possibilità di approfondire la conoscenza del mondo arabo, come corrispondente dal Cairo nel 2001-2003 ed ora da Gerusalemme.
Si è parlato di lei e del suo libro come "diario di una giornalista mediterranea dagli occhi azzurri" e dei suoi incontri nei “suq” tra web e limonate alla menta. Il titolo dell’introduzione è appunto "Bush non ha mai bevuto una limonata alla menta”. La limonata alla menta è un pretesto, per sottolineare la raffinatezza della cultura araba, ma anche per evidenziare che il mondo arabo non è un blocco unico, per cui bisogna mostrarne le differenze. La limonata di Damasco è diversa da quella del Cairo o di Gerusalemme.
E’ probabile che Bush non abbia mai bevuto una limonata alla menta e come lui tutti quei potenti che decidono le sorti del Medio Oriente e del nord Africa e questo sta ancora a simboleggiare l’ignoranza in merito alla cultura araba.

martedì 15 novembre 2011

Per conoscere Albert Cossery

Albert Cossery è certamente uno scrittore poco conosciuto in Italia, anche se più volte candidato al Nobel
Nato in Egitto nel 1916, passata la giovinezza al Cairo, ha trascorso quasi tutta la vita in Francia, a Parigi, a Saint Germaine de Prés, all’hotel Louisiana, di cui occupava una camera dal 1945. E in quella camera è morto a 95 anni nel 2008. Nel 1997 dichiarava a Le Monde: “Così senza possedere nulla sono un uomo libero, un disertore della vita”.
E’ stato definito uno scrittore monaco per una sua volontaria austerità, anche se poi è difficile conciliare questa definizione con la vita da dandy nel Quartiere Latino, le frequentazioni con Camus, J. Genet, H. Miller, che già in Egitto lo aveva aiutato a pubblicare il suo primo romanzo. Amava anche sottolineare che era stato a letto con più di 3000 donne. Voleva fare concorrenza a Simenon, che fece analoghe dichiarazioni? Fu anche sospettato di essere una spia degli Stati Uniti.
Nella sua lunga vita, in 60 anni di carriera, ha scritto solo dieci romanzi in lingua francese, di cui otto tradotti in 15 lingue, raramente in arabo. Scrive in francese, pur continuando a sentirsi profondamente egiziano: “Io non sono francese, sono uno scrittore di lingua francese” Parlava un francese perfetto e aveva un particolare uso del francese, per scrivere: usava il francese classico per narrare, mentre nei dialoghi un francese che era un calco linguistico come traduzione letterale dall’arabo. Si può dunque affermare che Cossery ha contribuito all’arricchimento della lingua francese, come altri scrittori famosi: Beckett, Ionesco, Choran, Kundera, Agota Kristof e altri.

venerdì 14 ottobre 2011

Festivaletteratura 2011. Ala al-Aswani

Paola Caridi intervista Ala al-Aswani: titolo dell’evento 122: Rivoluzione

Paola Caridi incomincia la presentazione, ricordando che Ala-Al-Aswani aveva già in un certo senso previsto la rivoluzione in Egitto, scrivendo il suo romanzo di grande successo Palazzo Yaocubian. Il 25 gennaio 2011 ha ritrovato i personaggi dei suoi romanzi in piazza Tahrir, al Cairo a fare la rivoluzione e a rovesciare Mubarak.

In particolare ricorda poi Khaled Said, un egiziano originario di Alessandria, che il 6 giugno del 2010 fu picchiato e torturato a morte da due poliziotti che, sfruttando i poteri loro conferiti dallo stato di emergenza, volevano perquisirlo. Mentre Khaled chiedeva la motivazione o l’esibizione di un mandato, gli agenti lo hanno ucciso. La sua uccisione scatenò la rabbia degli egiziani, ma allora nessuno pensava che un anno più tardi Mubarak, il ministro degli interni e alcuni uomini chiave del regime di polizia si sarebbero trovati dietro le sbarre.

Non poteva mancare il ricordo di Mohamed Bouazizi, il tunisino, di cui ho già parlato in un altro post, come scintilla per la deposizione di Ben Ali. Il fuoco su cui si è immolato ha acceso la fiamma della protesta di migliaia di persone in Tunisia e di centinaia di migliaia di persone di altri paesi. E’ da questo tragico episodio che si è scatenata la “Primavera araba”.

giovedì 13 ottobre 2011

Festivaletteratura 2011. Pagine della cultura. Ala al-Aswani

| Alle ore nove, nella parte retrostante la chiesa di S.Andrea dell’Alberti, c’è uno spazio dove, oltre a degustare gratuitamente un buon caffè, si può assistere ogni mattina alla lettura delle terze pagine dei quotidiani stranieri. Dal 2009 in questo spazio si fa la Rassegna stampa, coordinata da giornalisti di Internazionale come Alberto Notarbartolo e Piero Zardo.

Alcuni dei protagonisti della cultura internazionale sono chiamati a commentare sia notizie ricavate dai giornali tradizionali, sia da quelli on-line, dando al pubblico la possibilità di confrontarsi, con una prospettiva di volta in volta diversa, spesso distante da quella proposta dai giornali italiani.

Quest’anno gli incontri sono stati con Howard Jacobson, inglese, scrittore, saggista, giornalista dell’Independent, con Ala Al Aswani, con Rachel Donadio, giornalista del New York Times e Alain De Botton, scrittore in lingua inglese, autore in particolare di "Del buon uso della religione. Una guida per i non credenti".