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giovedì 3 novembre 2011

Tahar Ben Jelloun: "Una Primavera non fa la democrazia". L''ESPRESSO n° 44, 3 novembre 2011

La Democrazia è una cultura, non un gadget. A convivere sulla base del rispetto reciproco si impara, e ciò richiede tempo: non si diventa democratici dall'oggi al domani. Anche se si è lottato per vivere in un sistema improntato alla libertà e alla democrazia, come è il caso dei paesi arabi, nei quali sta soffiando il vento della democrazia, non per questo si accede a uno stato di diritto con un semplice tocco di bacchetta magica. Quando un popolo riesce con la lotta a liberarsi e ad emanciparsi, dopo essere stato assoggettato per decenni ad un regime assolutistico e ingiusto, prima che possa dar vita ad un sistema politico in grado di promuovere la libertà e la responsabilità dell'individuo, è necessario che attenda per un periodo- detto di transizione- nel quale deve continuare a battersi.

Per questo motivo è fondamentale capire che nulla è acquisito una volta per tutte e che alcune forze nostalgiche di un recente passato e favorevoli alla regressione faranno di tutto per impedire una vera liberazione del paese. Di fatto, grazie alla ritrovata libertà, clan e gruppi diversi si affronteranno per imporre la propria visione del mondo. Questo è quanto sta accadendo in Egitto dalla fuga di Mubarak e in Tunisia da quella di Ben Ali. Il campo è libero, c'è spazio affinchè opinioni diverse si contrappongano sul terreno, in piazza, nelle famiglie e anche all'interno delle varie correnti.

martedì 18 ottobre 2011

Tahar Ben Jelloun, La rivoluzione dei gelsomini. Il risveglio della dignità araba

La Rivoluzione dei gelsominiLa rivoluzione dei gelsomini, edito da Bompiani nel mese di marzo del 2011, un libro di piccolo formato e di sole 140 pagine, per essere informati su ciò che sta accadendo da fine 2010 ai primi mesi del 2011, soprattutto nel mondo arabo che si affaccia sul Mediterraneo.

Fondamentale il sottotitolo: “il risveglio della dignità araba”, grazie alla primavera araba, scoppiata in pieno inverno.
“Il centro del mondo si è spostato nel Nord Africa” afferma Tahar Ben Jelloun, che con questa ultima opera ci permette di conoscere attraverso una scrittura chiara e semplice che cosa è accaduto in Tunisia, Algeria, Yemen, Marocco, Libia. Otto capitoli, per essere informati sui fatti che hanno visto moltissimi uomini e donne scendere in piazza, per chiedere democrazia e libertà. Una seconda parte, invece, contiene riflessioni scritte in precedenza tra il 2003 e il 2010 sugli stessi temi.

Per Ben Jelloun è importante, per superare i pregiudizi sul mondo arabo, approfondirne la conoscenza e soprattutto non confondere il fondamentalismo con la religione islamica.