venerdì 13 luglio 2012

Yasmine Chami, Cerimonia

Front CoverDonne Altrove è una collana della casa editrice torinese Il Leone Verde dedicata all’area femminile: le autrici sono donne, il cui sguardo osserva la vita nella sua complessità e nelle sue contraddizioni. 
Altrove è lo spazio di territori lontani di cultura islamica o medio orientali, in cui si muovono le protagoniste di storie, che sono i luoghi della vita o delle memorie delle autrici. 

Perfettamente pertinente è il romanzo Cerimonia, primo della collana, pubblicato in Italia nel 2003. L’autrice è Yasmine Chami, nata a Casablanca nel 1967. Dopo avere trascorso l’infanzia in Marocco, si è trasferita a Parigi, dove si è laureata in antropologia. Cerimonia è il suo primo romanzo. Si tratta di un'opera breve, solo 106 pagine più un glossario, ambientata in Marocco, in una grande casa borghese all’ombra del nespolo, dove fervono i preparativi per una cerimonia: il matrimonio di Said, fratello di Khadija e cugino di Malika, che sono le due donne in primo piano. Il romanzo è costruito attraverso molte altre voci femminili di madri, nonne, zie e soprattutto, attraverso il monologo di Khadija: attraverso il flusso dei pensieri, i colloqui, i ricordi, i rimpianti, come scrive Tahar Ben Jelloun su Le Monde, Yasmine Chami ricostruisce un quadro molto preciso della società marocchina tradizionale di Fes. 

giovedì 5 luglio 2012

Cinquantesimo anniversario dell'indipendenza algerina

Battaglia nelle strade di Algeri
Esattamente cinquant'anni fa, al termine di una guerra durata oltre sette anni e costata centinaia di migliaia di morti (un milione addirittura, secondo le stime diffuse dal Fronte di Liberazione Nazionale), veniva proclamata l'indipendenza dell'Algeria. Dopo 132 anni, finalmente, il paese, per superficie il più vasto di tutto il continente africano, da quando, nel 2011, il Sudan si è diviso in due stati indipendenti, riacquistava la sua libertà, una meta cui gli algerini non avevano mai smesso di aspirare. Un bell'articolo di Bernardo Valle su Repubblica.it  di oggi, nella pagina Esteri, rievoca l'ingresso in Algeri degli eroi della rivoluzione.
Esultanza dopo la vittoria
Occupata Algeri nel 1830, quando il dey della città aveva ceduto le armi, i Francesi avevano gradatamente conquistato tutto il paese, non senza difficoltà e incontrando resistenze tenaci, e avevano poi attuato una colonizzazione totale, facendo dell'Algeria una territorio di popolamento (centinaia di migliaia di coloni, i cosiddetti pieds-noirs, arrivarono dalla Francia): si giunse addirittura a proclamare l'Algeria "territorio metropolitano d'oltremare". Nelle scuole algerine si insegnava il francese e gli studenti imparavano che la capitale era Parigi e i loro antenati erano i Galli: è vero, in ogni caso, che pochi erano gli Algerini che potevano frequentare le scuole, dove, appunto, non venivano di certo insegnati né  l'arabo né le tradizioni e la storia degli indigeni.

martedì 3 luglio 2012

Calixthe Beyala, Come cucinarsi il marito all'africana

Come cucinarsi il marito all'africanaParlare o scrivere di cucina è senz’altro di moda: è sufficiente tenere conto dei tanti libri pubblicati o delle tante trasmissioni televisive di questi ultimi anni. Come cucinarsi il marito all'africana di Calixthe Beyala ha anticipato nel 2000 questa moda, perché è insieme un romanzo breve e un libro di ricette esotiche della cucina africana: 25 ricette, sfiziose, succulente e rigorosamente africane per gusto e uso degli ingredienti, seguono i singoli capitoli in cui si sviluppa il romanzo. Non siamo in Africa, ma a Parigi e la protagonista è mademoiselle Aissatu, africana, trapiantata da tempo in Francia, dove si guadagna la vita pulendo i cessi pubblici. 

“Li conosco uno per uno e potrei descrivervi ogni tipo di uomo che li frequenta.”  
“Offro la mia felicità in un pacchetto di sorrisi alla clientela preoccupata di una diarrea o che agita il sedere per distrarre un bisogno urgente di pisciare.”

Non so quando sono diventata bianca, ma so che esfolio la pelle a suon di Venere di Milo e, secondo la stessa logica, torturo il corpo fino a renderlo minimalista: non ho seno e il mio sedere è piatto come la terra perché come da stereotipo, piacere agli uomini bianchi è cosa buona e giusta. Tavola da surf uguale bella donna. E per questo diete e palestre, saune, per “spomparci”.  


sabato 30 giugno 2012

Malika Mokkedem, Gente in cammino


Gente in camminoGente in cammino, scritto e pubblicato in Francia nel 1990 e in Italia nel 1994 da Malika Mokkedem, una scrittrice algerina di lingua francese, è ormai considerato un classico della letteratura maghrebina per i temi trattati, quali la condizione femminile, l’attaccamento alle tradizioni, il desiderio di emancipazione, il dialogo tra le culture.

Malika Mokeddem, figlia di nomadi, è nata nel 1949 e cresciuta a Kenadsa, un villaggio del deserto algerino, ha studiato medicina all'università di Orano, prima di essere costretta, per motivi politico-religiosi, a lasciare il suo paese e a trasferirsi in Francia. Qui ha esercitato la professione medica, finché dal 1985 ha cominciato a dedicarsi alla scrittura e, negli anni Novanta, ha conosciuto il successo con il romanzo semi autobiografico  Gente in cammino.

Nel 2008 le è stato attribuito il premio Grinzane Terra d’Otranto per il suo impegno a difendere nel Mediterraneo la pace, la tolleranza e il rispetto delle differenze, quali motori dell’incontro tra le civiltà.Gente in cammino  è una storia quasi vera, che ci fa conoscere l’Algeria, il deserto, le  donne della sua famiglia, dagli anni della sanguinosa guerra di indipendenza (1954-62) fino agli anni ottanta e alle lotte per il potere.
Leyla, la protagonista del racconto, nasce in quegli anni e vede il suo paese trasformarsi, osserva e subisce i cambiamenti politici e sociali dalla particolare prospettiva del mondo femminile.

venerdì 29 giugno 2012

Nadia Ghulam e Agnès Rotger, Il segreto del mio turbante

Ancora la storia di una donna coraggiosa, ancora una testimonianza autobiografica di grande forza emotiva.

Il segreto del mio turbanteE' uscito da poco in Italia, Il segreto del mio turbante di Nadia Ghulam (Sperling& Kupfer, 2012), dove, con l'aiuto della giornalista catalana Agnès Rotger, l'autrice racconta la propria drammatica storia. Nata in Afghanistan prima dell'avvento dei talebani, la giovane donna ci parla della sua infanzia felice in una splendida Kabul non ancora sconvolta dalla guerra. L'età della spensieratezza finisce all'improvviso quando, a nove anni, rimane gravemente ferita e sfigurata dall'esplosione di una bomba che colpisce la sua casa.
Agnès Rotger e Nadia Ghulam

Comincia così per Nadia un terribile calvario di sofferenze sia fisiche, con decine di operazioni chirurgiche, sia morali, a causa del graduale impazzimento del padre e della morte dell'unico fratello maschio. Per di più il sopraggiunto regime dei talebani impone al paese inconcepibili restrizioni, tra cui il divieto per le donne di lavorare e studiare.
Resasi conto della precarietà della situazione familiare, Nadia prende una pericolosa ma indispensabile decisione, quella di travestirsi da maschio per guadagnare di che sopravvivere.

mercoledì 27 giugno 2012

Sindiwe Magona, una voce per il Sudafrica


La vita della scrittrice sudafricana Sindiwe Magona potrebbe essere presa come modello della lotta di una volontà indomabile contro condizioni di partenza che difficilmente avrebbero potuto essere più avverse.

Nata in un villaggio sudafricano negli anni precedenti l'apertheid, (come ci racconta nella sua autobiografia Ai figli dei miei figli) Sindiwe ha sperimentato fin dall'infanzia condizioni alienanti e crudeli, come la privazione di ogni comfort materiale,  lo sradicamento dalla comunità in cui era cresciuta, a causa delle leggi che concentravano gli africani in townships squallide e degradate,  le difficoltà di studiare, in una società che poneva mille ostacoli alla formazione culturale dei neri.

Nonostante tutto, tale era la sua volontà che Sindiwe riuscì ad acquisire il diploma di maestra, per poi rendersi conto però di quanto fosse difficile per gli insegnanti di colore svolgere dignitosamente il proprio lavoro, nelle scuole che il governo degli Afrikaaner riservava loro: la prima classe in cui si trovò ad insegnare, per esempio, era composta di settantadue alunni, privi di tutto, matite, gomme, libri di testo... Fu così che Sindiwe comprese che i programmi scolastici per le popolazioni indigene erano solo una tragica farsa, il cui vero scopo era quello di mantenere il più possibile nell'ignoranza le popolazioni locali, per le quali il governo dei Boeri non aveva intenzione di "sprecare" risorse.

giovedì 7 giugno 2012

Kader Abdollah, Il messaggero

Il messaggeroAmo molto Kader Abdollah, autore iraniano, che, costretto ad emigrare per motivi politici, è considerato uno dei migliori scrittori olandesi contemporanei. L’Olanda, infatti, è diventata la sua seconda patria e la l’olandese la lingua d’uso dei suoi romanzi. Scrittura cuneiforme ( 2003 ) è uno dei miei romanzi preferiti di questo ultimo decennio, seguito poi da La casa della Moschea, pubblicato nel.2008.

Il messaggero è la biografia di Maometto ed io trovo interessante il fatto che a scriverla sia un iraniano di formazione marxista, che comunque continua a definirsi laico, anzi ateo, anche se nato in una famiglia musulmana. In casa sua gli eroi erano Maometto e Fatima, gli eroi di Kader giovane Fidel Castro e Che Guevara. Solo in tarda età deciderà di leggere il Corano. Lo troverà difficile prima, poi bellissimo: pericoloso se usato come libro di regole, più bello e pieno di poesia rispetto alla Bibbia, a cui Maometto ha attinto abbondantemente. 
 Nel 2009 Abdollah, dopo tre anni di intenso lavoro, ha pubblicato in Olanda due opere:  Il messaggero, un racconto e De Koran. una traduzione.

lunedì 4 giugno 2012

Sospensione delle proiezioni annunciate

Comunichiamo a tutti gli interessati che, essendosi verificati numerosi e non superabili problemi durante la proiezione del film Palazzo Yacoubian del giorno 1 giugno presso il Centro d'Incontro Reggio Est di Reggio Emilia, la proiezione del film  Il leone del deserto, prevista per il giorno 8 giugnoè stata annullata.