Altrove è lo spazio di territori lontani di cultura islamica o medio orientali, in cui si muovono le protagoniste di storie, che sono i luoghi della vita o delle memorie delle autrici.
venerdì 13 luglio 2012
Yasmine Chami, Cerimonia
giovedì 5 luglio 2012
Cinquantesimo anniversario dell'indipendenza algerina
| Battaglia nelle strade di Algeri |
Occupata Algeri nel 1830, quando il dey della città aveva ceduto le armi, i Francesi avevano gradatamente conquistato tutto il paese, non senza difficoltà e incontrando resistenze tenaci, e avevano poi attuato una colonizzazione totale, facendo dell'Algeria una territorio di popolamento (centinaia di migliaia di coloni, i cosiddetti pieds-noirs, arrivarono dalla Francia): si giunse addirittura a proclamare l'Algeria "territorio metropolitano d'oltremare". Nelle scuole algerine si insegnava il francese e gli studenti imparavano che la capitale era Parigi e i loro antenati erano i Galli: è vero, in ogni caso, che pochi erano gli Algerini che potevano frequentare le scuole, dove, appunto, non venivano di certo insegnati né l'arabo né le tradizioni e la storia degli indigeni.
martedì 3 luglio 2012
Calixthe Beyala, Come cucinarsi il marito all'africana
“Li conosco uno per uno e potrei descrivervi ogni tipo di uomo che li frequenta.”
“Non so quando sono diventata bianca, ma so che esfolio la pelle a suon di Venere di Milo e, secondo la stessa logica, torturo il corpo fino a renderlo minimalista: non ho seno e il mio sedere è piatto come la terra perché come da stereotipo, piacere agli uomini bianchi è cosa buona e giusta. Tavola da surf uguale bella donna. E per questo diete e palestre, saune, per “spomparci”.
sabato 30 giugno 2012
Malika Mokkedem, Gente in cammino
Malika Mokeddem, figlia
di nomadi, è nata nel 1949 e cresciuta a Kenadsa, un villaggio del deserto
algerino, ha studiato medicina
all'università di Orano, prima di essere costretta, per motivi
politico-religiosi, a lasciare il suo paese e a trasferirsi in Francia. Qui ha
esercitato la professione medica, finché dal 1985 ha cominciato a dedicarsi
alla scrittura e, negli anni Novanta, ha conosciuto il successo con il romanzo
semi autobiografico Gente in cammino.
Leyla, la protagonista del racconto, nasce in quegli anni e vede il suo
paese trasformarsi, osserva e subisce i cambiamenti politici e sociali dalla
particolare prospettiva del mondo femminile.
venerdì 29 giugno 2012
Nadia Ghulam e Agnès Rotger, Il segreto del mio turbante
Ancora la storia di una donna coraggiosa, ancora una testimonianza autobiografica di grande forza emotiva.
Comincia così per Nadia un terribile calvario di sofferenze sia fisiche, con decine di operazioni chirurgiche, sia morali, a causa del graduale impazzimento del padre e della morte dell'unico fratello maschio. Per di più il sopraggiunto regime dei talebani impone al paese inconcepibili restrizioni, tra cui il divieto per le donne di lavorare e studiare.
Resasi conto della precarietà della situazione familiare, Nadia prende una pericolosa ma indispensabile decisione, quella di travestirsi da maschio per guadagnare di che sopravvivere.
mercoledì 27 giugno 2012
Sindiwe Magona, una voce per il Sudafrica
Nata in un villaggio sudafricano negli anni precedenti l'apertheid, (come ci racconta nella sua autobiografia Ai figli dei miei figli) Sindiwe ha sperimentato fin dall'infanzia condizioni alienanti e crudeli, come la privazione di ogni comfort materiale, lo sradicamento dalla comunità in cui era cresciuta, a causa delle leggi che concentravano gli africani in townships squallide e degradate, le difficoltà di studiare, in una società che poneva mille ostacoli alla formazione culturale dei neri.
Nonostante tutto, tale era la sua volontà che Sindiwe riuscì ad acquisire il diploma di maestra, per poi rendersi conto però di quanto fosse difficile per gli insegnanti di colore svolgere dignitosamente il proprio lavoro, nelle scuole che il governo degli Afrikaaner riservava loro: la prima classe in cui si trovò ad insegnare, per esempio, era composta di settantadue alunni, privi di tutto, matite, gomme, libri di testo... Fu così che Sindiwe comprese che i programmi scolastici per le popolazioni indigene erano solo una tragica farsa, il cui vero scopo era quello di mantenere il più possibile nell'ignoranza le popolazioni locali, per le quali il governo dei Boeri non aveva intenzione di "sprecare" risorse.
giovedì 7 giugno 2012
Kader Abdollah, Il messaggero
Il messaggero è la biografia di Maometto ed io trovo interessante il fatto che a scriverla sia un iraniano di formazione marxista, che comunque continua a definirsi laico, anzi ateo, anche se nato in una famiglia musulmana. In casa sua gli eroi erano Maometto e Fatima, gli eroi di Kader giovane Fidel Castro e Che Guevara. Solo in tarda età deciderà di leggere il Corano. Lo troverà difficile prima, poi bellissimo: pericoloso se usato come libro di regole, più bello e pieno di poesia rispetto alla Bibbia, a cui Maometto ha attinto abbondantemente.
Nel 2009 Abdollah, dopo tre anni di intenso lavoro, ha pubblicato in Olanda due opere: Il messaggero, un racconto e De Koran. una traduzione.
lunedì 4 giugno 2012
Sospensione delle proiezioni annunciate
Comunichiamo a tutti gli interessati che, essendosi verificati numerosi e non superabili problemi durante la proiezione del film Palazzo Yacoubian del giorno 1 giugno presso il Centro d'Incontro Reggio Est di Reggio Emilia, la proiezione del film Il leone del deserto, prevista per il giorno 8 giugno, è stata annullata.
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