martedì 7 agosto 2012

Julio Llamazares, Luna da lupi

Luna da lupi
Julio Llamazares ha scritto Luna da lupi nel 1985, ma in Italia il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Passigli solo nel 2007. Torno ancora a parlarvi di un autore spagnolo e, più che della guerra civile, di ciò che accadde dopo la sconfitta del fronte repubblicano.

Il romanzo si articola in quattro parti che corrispondono ad anni diversi: 1937, quando la guerra non era ancora terminata; 1939,  a guerra finita, 1943 e 1946, quando taluni pensavano che Franco avrebbe perso il potere. L’autunno del 1937 è il momento in cui crolla il fronte repubblicano delle Asturie e centinaia di fuggiaschi si rifugiano nei boschi solitari della Cordigliera cantabrica, in fuga e in attesa di riprendere la lotta. Molti- come ricorda LLamazares nella premessa- moriranno, mentre una minoranza, tra mille difficoltà, finirà esule in Francia.


Luna da lupi è un romanzo breve (pp. 155) che affronta il tema del maquis attraverso la storia di quattro repubblicani in fuga: Angel, la voce narrante, Gildo, Ramiro e suo fratello Juan, che non ha ancora compiuto diciotto anni.

martedì 31 luglio 2012

Sergio Frusoni, poeta a Capo Verde

Mindelo
Mindelo

Il tema dell'emigrazione italiana nel mondo è un argomento di grande interesse e vastità. Tutti sappiamo deigli imponenti flussi migratori che tra il XIX e XX secolo hanno portato i nostri compatrioti ai quattro angoli del pianeta.

Sergio Frusoni
Una delle mete meno conosciute di tali movimenti è l'arcipelago di Capo Verde.  A partire dagli ultimi anni dell'Ottocento, in particolare nella città di Mindelo, sull'isola di S. Vicente, si installò una piccola comunità di emigrati italiani. In quel periodo il porto della città, detto Porto Grande, era divenuto un importante scalo per le navi commerciali dirette in altre parti dell'Africa e in America Latina. 
Gli italiani che si stabilirono a Mindelo erano spesso approdati qui durante viaggi verso altre mete e avevano deciso di fermarsi, aprendo negozi e ristoranti. Altri nostri connazionali avviarono attività di pesca e commercio del corallo, che veniva raccolto e inviato in Italia per essere lavorato. 

lunedì 23 luglio 2012

Javer Cercas, Soldati di Salamina

Javer Cercas, uno degli scrittori incontrati alla Fiera del libro di Torino 2012, divertente, ironico nel raccontare come, pubblicato un primo romanzo nel 1989, nessuno si fosse accorto di lui, finché, poi, non divenne uno scrittore di grande successo con Soldati di Salamina, vincitore del Grinzane Cavour nel 2003. Era grato anche alla casa editrice Guanda, di cui quest’anno si festeggia l’ottantesimo compleanno, per avere creduto in lui. Io, in maggio, avevo già letto, anzi riletto Soldati di Salamina, un romanzo che ho trovato bellissimo e che ha suscitato in me particolari emozioni, come capita raramente. Eguale emozione e interesse ho provato leggendo, poi, La velocità della luce, mentre mi ha lasciato un po’ indifferente un terzo romanzo, La donna del ritratto.
Soldati di Salamina è senz’altro un meta-romanzo, perché è una storia nel suo farsi, in cui lo stesso autore Javer Cercas, dalla prima pagina all’ultima, ci racconta come e perché ha avuto il bisogno di raccontare questa storia, che rientra nelle numerose opere di questi ultimi anni relative alla guerra civile spagnola. 

Javer Cercas è, dunque, il protagonista del romanzo, un giornalista che ha abbandonato la precedente attività di scrittore per l’insuccesso dei suoi due primi romanzi. Nel 1994 si imbatte nella storia di Rafael Sanchez Mazas (1894-1966), scrittore, poeta, con J. A. Primo de Rivera fondatore della Falange. Arrestato durante la guerra civile, è prigioniero dei repubblicani, che ormai in fuga verso i Pirenei, dopo la caduta di Barcellona, portano con sé centinaia di falangisti, che tengono prigionieri nei pressi di Banyoles nel santuario di santa Maria di Colel, un antico convento trasformato in carcere. 

domenica 22 luglio 2012

Juan Pablo Villalobos, Il bambino che collezionava parole


Juan Pablo Villalobos, Il bambino che collezionava paroleUn romanzo agile e divertente, questo Il bambino che collezionava parole di Juan Pablo Villlalobos, autore messicano che attualmente vive in Spagna. Villalobos, che ha lavorato in precedenza come analista di mercato e critico cinematografico, dice in un'intervista al giornale Guardian che l'ispirazione per questo racconto gli è venuta quando aspettava suo figlio e voleva scrivere un libro per raccontargli il mondo.

Ambientato nel Messico, narrato in prima persona, il romanzo racconta la vita come la vede un bambino di otto anni, Tochtli (parola dialettale che significa coniglio), che ama però farsi chiamare Usagi perché, grazie al suo insegnante privato, ha imparato ad apprezzare la cultura giapponese e il mondo dei samurai. Tochtli è orfano di madre e vive con il papà, Yolcaut, in una grande casa di Città del Messico, perché, come dice semplicemente il bambino, "il fatto è che abbiamo tanti soldi. Tantissimi." (p. 9). E non c'è da stupirsene, visto che, come gradatamente veniamo a scoprire, il padre di Tochtli è un narcotrafficante potentissimo e senza scrupoli, che non ci pensa due volte a eliminare gli ostacoli, umani o di altro genere, che si frappongono tra sé e la realizzazione dei propri traffici.

sabato 21 luglio 2012

Almudena Grandes, Inés e l'allegria


Ordina questo libro su IBSUn po’ per caso, ma non solo, in questi ultimi mesi mi sono imbattuta in una serie di romanzi sulla guerra civile in Spagna; per di più alla fiera del libro di Torino, che nel 2012 era dedicata a Spagna e Romania, ho avuto il piacere di incontrare dal vivo gli autori di questi libri e di essere invogliata a leggerne altri. In questi ultimi anni c’è stato un fiorire di romanzi sulla guerra che negli anni 1936-39 ha insanguinato la Spagna e ha dato inizio alla lunga dittatura del generalissimo Franco, terminata solo con la sua morte nel 1975. 

Almudena Grandes, nata a Madrid nel 1960 ed oggi affermata scrittrice, in un’intervista ci ricorda che nel 1975 aveva solo 15 anni, era in piena adolescenza, quando ebbe inizio la cosiddetta "transizione democratica" nella quale sotto uno “scintillante make-up vi erano ombre profonde” e si stava camminando su un terreno senza radici, costruendo una democrazia senza storia. A differenza di quello che è accaduto in Italia quando, alla fine del fascismo, dopo la Resistenza, ci fu, come ricorda Calvino nella prefazione al Sentiero dei nidi di ragno, una gran smania di raccontare e di uscire dal silenzio forzato, in Spagna per molti anni c’è stato un silenzio complice, da cui si è usciti solo quando i felici adolescenti del 1975, compiuti i 40 anni, hanno capito che non avevano conquistato nulla ed hanno cominciato a guardare indietro, chiedendosi che cosa era veramente successo. I più giovani non avevano saputo che cosa era veramente successo prima, durante e dopo la dittatura di Franco. 

venerdì 20 luglio 2012

Han Han, Le tre porte


Le tre porteNel 2011 è stato  pubblicato in Italia  Le tre porte, il primo romanzo del blogger cinese Han Han, uscito in Cina nel 2000, quando lo scrittore aveva solo diciotto anni. Forse nel nostro paese Han non è molto conosciuto, ma all'estero (e non solo in Cina)  è un personaggio di grandissima risonanza: nel 2010 la rivista americana Time lo ha proposto tra i primi cento personaggi più influenti al mondo e il suo blog, aperto nel 2006,  è il più letto nel pianeta, con una media di 15.000 commenti al giorno e oltre 570 milioni di visitatori finora. Han è anche attore, cantante, pilota di rally, editore di riviste, insomma una personalità decisamente poliedrica.

Oltre a Le tre porte, che in Cina ha venduto milioni di copie, Han ha pubblicato altri romanzi, non ancora tradotti in italiano. Han è il rappresentante della generazione nata negli anni '80, figli unici, in ottemperanza alle leggi per il controllo demografico, giovani che non hanno conosciuto il maoismo e sono cresciuti nella Cina del boom economico e dell'economia di mercato.

Il romanzo racconta le tragicomiche vicende di un adolescente alle prese con i problemi tipici dell'età: la ricerca della propria identità, la scuola, l'amore, i rapporti con i genitori. Il protagonista, Lin Yuxiang,  studente pigro e velleitario, cerca di farsi bello agli occhi degli altri, soprattutto le ragazze, fingendo di possedere talenti letterari da cui è ben lontano, ma i suoi goffi tentativi falliscono miseramente ogni volta e la sua mediocrità scolastica viene regolarmente smascherata. 

martedì 17 luglio 2012

Javer Cercas, La velocità della luce

La velocità della luceIn Spagna ad un momento di grande crisi economica e di indignazione civile corrisponde una condizione particolarmente felice in ambito letterario, con un numero notevole di scrittori, la cui validità, sul piano della narrativa e della buona scrittura, è riconosciuta a livello mondiale. Mi riferisco a scrittori come Javer Marias, Almudena Grandes, Julio LlAmazares, Alicia Gimenez Bartlett, Enrique Vita-Matas, Rosa Montero, Carlos Ruiz Zafón e, certamente non ultimo, Javer Cercas, di cui ho letto con un’emozione particolare due libri, che ho trovato bellissimi: mi riferisco a Soldati di Salamina e a La velocità della luce. 

Ho pensato perciò di scrivere un invito alla lettura di La velocità della luce, romanzo pubblicato in Italia nel 2006. Il protagonista, che è anche il narratore in prima persona, è un aspirante scrittore spagnolo, che nella parte finale si identificherà con lo stesso autore Javer Cercas, il quale, dopo la pubblicazione di romanzi quasi ignorati dal pubblico e dalla critica, ottenne un grande successo con Soldati di Salamina.

Del resto è lo stesso Cercas a dichiarare in un’intervista che i romanzi sono sempre in qualche modo autobiografici e concorda con Lliosa quando dice che la letteratura è uno streeptease al contrario: nei romanzi c’è sempre la parte nuda: i nostri sogni, la nostra vita, in cui fatichiamo a riconoscerci. 

lunedì 16 luglio 2012

L'Africa in valigia

Suggerimenti bibliografici della libreria Griot di Roma:  


1. Romanzi africani: 
- Mia Couto, (Mozambico), Veleni di Dio, medicine del diavolo. L’amore di Sidonio Rosa, giovane medico portoghese, per la bella mulatta Deolinda, sullo sfondo di una città in cui nulla è come appare.
- Emmanuel Dongala, (Congo), Jazz e vino di palma. Un classico della letteratura africana, otto racconti tra l’amore per il jazz e per la vita.
- Ondjaki, (Angola), Le aurore della notte. Un racconto popolato da personaggi caleidoscopici sullo sfondo di una città, Luanda, profondamente amata dall’autore.
- Alain Mabanckou, (Congo), Domani avrò vent’anni. Uno dei più importanti scrittori africani di lingua francese torna alle sue origini, all’infanzia trascorsa a Pointe-Noire. Un esilarante...